Sonnenstube

Fedeli alla linea
06.10 – 03.11.2018

Mostra di disegno contemporaneo con Guillame Dénervaud, Sarah Haug, Diego Marcon, Marta Riniker Radich, e Giulio Scalisi
a cura di Sonnenstube

Dal 6 ottobre al 3 novembre 2018 Sonnenstube ha ospitazo “Fedeli alla linea”, un’esposizione collettiva dedicata al disegno contemporaneo. Una mostra che presenta il lavoro di 5 artisti svizzeri e italiani, confermando il ruolo e l’importanza della linea nella scena dell’arte contemporanea.

La Linea era il nome di un personaggio figlio di Osvaldo Cavandoli e di una traccia infinita. Una traccia infinita che assumeva una forma umanoide, domandando al suo disegnatore di risolvere i problemi che incontrava nelle anomalie della linea. Questa figura, a tratti un po’ borbottante, tentava di stabilire quindi una comunicazione.

È proprio grazie alle molteplici declinazioni del linguaggio che possiamo riscontrare infinite linee espressive. La linea, vista come la forma più arcaica di comunicazione, porta quindi il disegno ad essere sicuramente una delle forme più democratiche di arte visiva e, forse, la prima o meglio la più spontanea presente nell’esperienza umana. Fedeli alla linea è una collettiva volta a raccogliere diverse testimonianze contemporanee in cui si riflettono chiaramente gli aspetti della vita che ci circonda: un miscuglio fra segni che ci ricordano mondi paralleli già vissuti e futuri incerti.

Il disegno è con tutta probabilità il mezzo espressivo più semplice ed immediato, e per questo, si adatta facilmente alla contemporaneità, sia essa definita da una fugace tendenza, così come invece da un codice espressivo ben sviluppato e definito. Il segno subisce immancabilmente le influenze del mondo che viviamo e vediamo, sia esso reale, digitale o immaginario. L’immagine segnata dalla linea non può essere quindi banalizzata al semplice binomio carta-matita oggi, dove grazie alla tecnologia, possiamo trasporre il segno in materia o anche nel nulla. Ma, senza sforare la bidimensionalità e invadendo la dimensione del tempo: il disegno diventa mezzo di narrazione come per il fumetto, la satira e l’animazione.

Esiste un’infinita varietà di declinazioni di linee data dalla scelta dei soggetti, dall’impronta stilistica, dai mezzi di produzione, dai materiali e ovviamente dalla sensibilità dell’artista e della sua persona. Sonnenstube presenta cinque artisti che hanno in comune, oltre ad una pratica dedita alla multidiscliplinarietà, l’indagine della forma attraverso l’uso della linea. Guillaume Dénervaud (Friburgo, 1987) è un artista immaginativo che cogliendo i segni dal nulla da vita a nuovi mondi attraverso l’uso degli stencil e della grafite. Sviluppa la sua pratica segnica e la sua grande abilità tecnica indagando il rapporto fra l’installazione e i disegni di grande formato. Giulio Scalisi (Salemi, 1992) è il più giovane artista presente in mostra, il suo è un dialogo costante fra la dimensione contemporanea che ci avvolge e che allo stesso tempo ci rigetta, nel suo lavoro è molto presente infatti il mondo digitale. Egli utilizza spesso il disegno in modo progettuale, quando lo usa come mezzo espressivo tende a toccare ambiti quali la vignettistica e il fumetto orientale. A Lugano presenterà forme tonde, plastiche, fluide e riflettenti. Diego Marcon (Busto Arsizio, 1985), è stato finalista del premio MAXXI 2018 di Roma e ha recentemente esposto presso la Triennale di Milano con una mostra personale intitolata Les Miserables. Egli attinge dal mondo intorno a sé per farne scenografia delle sue messe in scena. Una rappresentazione frutto di una metodica costruzione dell’immagine. L’artista conferisce importanza alle piccole storie che crea e ai suoi protagonisti, a cui dà vita grazie al disegno animato. Per Sonnenstube Marcon, con un opera che ricopre il pavimento della sala, presenta un’immagine tratta dalla sua serie Dick the Stick cominciata nel 2014. Per Marta Riniker Radich (Berna, 1982) oltre ad essere il medium espressivo con cui realizza la maggior parte delle sue opere, il disegno, viene affrontato partendo dal suo supporto. È di sua consuetudine infatti cominciare con un foglio color pesca come base dove costruire i suoi lavori grazie alle matite colorate. Disegni che raffigurano oggetti facenti parte del nostro quotidiano, una dimensione intima ritrovata in dolci confetti e piccole delikatessen. Le sue opere possono rimandare a lavori fotografici e pittorici, a volte si ricollegano ad usi tradizionali come l’illustrazione, altre volte si mostrano in tutta la libertà che il medium permette. Sarah Haug (Berna, 1979) mette al centro del suo lavoro la propria vita quotidiana e ne carpisce le storie più ironiche e fantasiose. Il disegno diventa mezzo narrativo i cui personaggi ricordano il fumetto d’autore. Fly Rabbits, che verranno presto raccolti nel sito flyrabbits.com, partono per Sonnenstube all’avventura. Una ricerca alla scoperta dei segreti del ramen.

“Può esistere il disegno anche quando la linea non c’é” ci è stato chiesto. Se il disegno è definire spazi e immagini attraverso linee e punti, le forme che vi si riconoscono esistono come interpretazione di esse quindi no, non si può. Se con disegno si determina la capacità umana di riconoscere una linea in un piano o in un progetto beh, n̶o̶ ̶g̶r̶a̶z̶i̶e̶. “E’ una questione di qualità, o una formalità” citando ancora i CCCP.

Tutti i sabati dalle 14.00 alle 18.00
O su appuntamento: +41 75 407 38 04

 

vernissage
Sabato 06 ottobre | Ore 18:00
Bar, buffet e musica
entrata libera
Dj-set Fratello del Sole jr