Sonnenstube

Blind Date #4
26.01 – 22.02.2019

Alessandro Di Pietro+ Mathias Pfund
a cura di Giada Olivotto, Gabriel Stöckli

Dal 26 gennaio al 22 febbraio 2019, Sonnenstube presenterà un’esposizione duo show con Alessandro Di Pietro e Mathias Pfund. Quarto appuntamento, ormai una tradizione, dal titolo BLIND DATE. Una serie di appuntamenti dedicati all’incontro, una connessione quasi “forzata” che favorisce un dialogo tra gli artisti, portando alla creazione di opere che dialogano tra loro e che sviluppano comportamenti interessanti e inaspettati. La mostra inaugurerà il 26 gennaio alle 18.30 presso la nostra nuova sede di Via Adamini 4.

ALESSANDRO DI PIETRO Di Pietro nasce a Messina nel 1987, attualmente vive e lavora a Milano. La sua ricerca artistica si concentra sui processi di normalizzazione e deviazione dai sistemi standard di produzione del linguaggio. Nell’ultimo anno la sua pratica trova spazio all’interno della grammatica cinematografica grazie alla quale può sviluppare nuove strategie di produzione attraverso ambienti installativi proto-narrativi.

MATHIAS PFUND Pfund nasce a Ginevra nel 1992 dove vive e lavora. Oltre ad avere una propria pratica artistica cura insieme a Etienne Chosson e Constance Brosse, lo spazio Zabrinskie Point (http:// www.zabriskiepoint.ch). Il lavoro di Mathias Pfund è caratterizzato da interventi scultorei che appartengono ad un mondo che ricorda il digitale e che giocano spesso sull’autoironia. Pfund si interessa al fascino che può avere la forma sullo spettatore e quali significati la forma assume nel comunicare con esso. Cercando di raggiungere un certo grado di ambiguità, la forma appartiene al riconoscibile ma allo stesso tempo ne é stata privata, l’autentico e la copia spariscono, la continuità e la rottura si scontrano, la materialità e la rappresentazione si confondono. https://mathiaspfund.ch/cv/

 

Gennaio è il mese di Giano, divinità arcaica risalente all’epoca romana, descritto come il custode delle porte e dei passaggi. Uno sguardo al passato e allo stesso tempo un mutare continuo dell’occhio che vede anche il futuro. Un passaggio che la mostra BLIND DATE #4 sancisce grazie alla sua tradizione come forma espositiva e alla sua formula che si evolve di luogo in luogo. BLIND DATE #4 è infatti la prima mostra che Sonnenstube organizza ufficialmente all’interno del suo nuovo contesto archeo industriale: MOREL.

Alessandro Di Pietro e Mathias Pfund sviluppano il loro incontro, all’interno di questa nuova sede dedicata all’arte contemporanea, modificandone lo spazio e adattandosi ad esso. Il lavoro dei due artisti affronta innanzi tutto l’architettura della sala che prevede da parte di Di Pietro una modifica nella sua struttura, andando a riempirne le finestre, che si aprono sul grande parcheggio sottostante, tramite l’utilizzo di pannelli di polistirolo. Queste pareti dalle pluri-caratteristiche oltre ad aggiungere un effetto visivo un po’ ovattato all’edificio ne aprono degli scorci illuminandone le sue forme industriali. La morbidezza diffusa dal grigio intervento si riempie del suono prodotto dall’opera di Pfund che, grazie al rumore dell’acqua, crea un ulteriore spazio: quello sonoro.

Entrambi gli artisti aggiungono alle loro installazioni una componente silenziosa che parla agli spettatori attraverso la propria mimica. Nel caso di Di Pietro abbiamo, impaginata nell’installazione nella struttura di polistirolo, una sottile lamina all’interno della quale s’incastra uno specchio disegnato dal titolo ORION_Blow. Un riflesso rosso d’immagini che rimangono quasi bloccate, come nello specchietto retrovisore della propria auto, secondo dopo secondo l’immagine rimane immobile. Avvicinandosi infatti intravediamo delle fisionomie intente a soffiare, o a trattenere il fiato, dalle sembianze reduci da una storia precedente dal sapore di bruciato. Occhi fiammeggianti che osservano cercando di capire in quale tempo-spazio siano arrivati e cosa si sta riflettendo nei loro gesti. La componente temporale relativa ad una storia, ad un’eredità riconducibile ad un software di montaggio video, si ritrova infatti nella forma della scatola che intrappola queste narrative sfuggenti.

Se con Di Pietro affrontiamo le immagini accorgendoci della loro presenza frammentaria con Mathias Pfund la componente narrativa è propria di una tradizione del dispositivo di controllo dal sapore grottesco e furtivo. Difatti durante il periodo dell’inquisizione erano le Bocche di Leone a raccogliere le denunce segrete destinate ai magistrati. Esposta per la prima volta a Sonnenstube l’opera di Mathias Pfund Ruga di Leone si raggiunge seguendo il rumore dell’acqua fino alla fonte, dove ritroviamo delle forme di maschere i cui lineamenti richiamano le estetiche della Serenissima, estratte dal loro contesto e riprodotte dall’artista per vomitarne parole trasparenti; lasciando quasi scegliere a noi il momento in cui sgorgherà il nostro segreto. Le Bocche di Leone erano disseminate fra le calli e incorniciate da un’iscrizione: “denontie secrete, contro chi occulterà, grazie et officii. O colluderà per nasconder la vera rendita ad essi”. L’acqua delle tre facce, caratterizzate da un espressione corrugata, termina il suo corso in una vasca trasparente, grazie al plexiglas, evocando il suo richiamo archeologico dal gusto museale.

Con questa esposizione dal sapore tecno archeologico Sonnenstube v’invita a partecipare alla sua programmazione annuale 2019 che avrà luogo in questo spazio e si ramificherà all’interno di MOREL coinvolgendone le sue architetture.

Testo di Giada Olivotto

 

Sonnenstube è aperta per te:

Tutti i sabati dalle 14.00 alle 18.00

O su appuntamento: +41 75 407 38 04



Questa mostra è stata resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Oertli Stiftung

Con il sostegno di ProHelvetia, Cantone Ticino – Fondo Swisslos, Città di Lugano

Foto di Muriel Hediger