Sonnenstube

BLIND DATE #1
01 – 24.02.2018

Alessandro Polo + Léonie Vanay
Gianmaria Zanda e Gabriel Stöckli

ALESSANDRO POLO

Potlatch, 2018, alluminio, argilla, Grog

Per Blind Date #1 propone un punto cottura ottenuto a partire dall’unione di due cerchioni d’automobile e un calderone in terracotta. Durante il vernissage, con il braciere acceso, Polo distribuisce del Grog caldo, riscaldato sul fuoco. Il Grog è servito all’interno delle arance utilizzate per insaporire la bevanda.
La pratica del Potlatch è una cerimonia rituale resa illegale alla fine del 1800 negli Stati Uniti e Canada poiché considerata “un’abitudine più che inutile”, dispendiosa e improduttiva. La cerimonia consisteva nell’ostentazione e spreco di enormi quantità di carne al fine di impressionare le altre famiglie.

Polo sviluppa oggetti in bilico tra lo stato di giocattolo e arma a partire da una visione decadente del rapporto uomo-macchina. Accumula e rielabora scarti e frammenti che acquisiscono una nuova identità e utilità grazie al furto di tecniche e conoscenze preesistenti.

Nato a Milano nel 1994, vive tra Milano e Losanna. Diplomato nel 2017 di primo grado in Pittura e Arti Visive, NABA Nuova Accademia di Belle Arti, Milano, attualmente segue la formazione Master in Arti Visive presso l’ÉCAL di Losanna. Ha esposto nel 2016 in “Era Pacifica Pare”, mostra di fine workshop per il Premio Ricas, CAREOF, Milano, 2016 “Katerpillar 1” presso CURRENT project, Milano, Il paradigma di Kuhn, Siena/Cremona, 2018.

LÉONIE VANAY

To dig dug dug, layers (not too deep), 2018, carta, metallo, chiavi, legno, xilografia, pirografia

Presenta una nuova serie carte realizzate manualmente all’interno dei quali ha inserito lavori realizzati in precedenza, composti da materiali di varia natura come metallo, vimini, legno, carta vetrata. Su alcune di esse ha stampato delle incisioni xilografiche e su altre è intervenuta con la pirografia. A queste carte è affiancata una serie di piccole sculture composte da elementi metallici. Questi sono stati collezionati da Vanay e provengono principalmente da broccanti. Questi pezzi avevano un uso specifico andato disperso nel tempo. Con questi, crea degli assemblaggi senza mai intervenire con buchi o tagli, ma sfruttando la loro forma originale.

Il percorso artistico di Léonie Vanay da qualche anno ha progressivamente abbandonato la ricerca ascrivibile al contesto delle arti plastiche per concentrarsi nella ricerca sull’astrazione e l’onomatopeizzazione del linguaggio, nonché del suo mezzo d’espressione visiva, la scrittura e in particolare la firma. Gli ultimi suoi lavori presentavano segni ispirati ad alfabeti esistenti, simboli fonetici immaginari e a motivi decorativi appartenenti al mondo del tessile. Le forme rappresentate oscillavano fra la padronanza dei gesti legati alla scrittura e la libertà espressiva di tecniche come il dripping. Questa ricerca è stata tradotta in pratica anche grazie alle tecniche di stampa apprese durante il soggiorno cinese e approfondite nei mesi passati in Italia e Berlino.

Nata a Monthey nel 1988, vive e lavora tra Bex e Losanna. Ha ottenuto Bachelor e Master presso la HEAD di Ginevra nel 2013. Nel 2016 è stata selezionata per una residenza artistica della durata di un mese a Pechino e ha partecipato a un soggiorno di tre mesi a Genova. Nel 2017 ha avuto la possibilità di risiedere sei mesi a Berlino. Il suo lavoro è stato esposto in Svizzera, Germania, Francia, Belgio e Cina.
Parallelamente alla sua attività artistica, Léonie Vanay co-dirige dal 2012 lo spazio d’arte indipendente losannese Urgent Paradise.

EVENTO SPECIALE CON ZS in collaborazione con FRESH FESTIVAL

VENERDÌ 2 FEBBRAIO Incontro con ZS band impro jazz punk. Tema caldo della serata: “The role of collaboration and interdisciplinary and multi media work in experimental music.”

Sabato dalle 14.00 alle 18.00
O su appuntamento: +41 75 407 38 04



foto: Muriel Hediger